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HRNET - Welfare aziendale

Negli ultimi anni, il concetto di welfare aziendale ha smesso di essere un semplice insieme di benefit accessori per diventare una vera e propria leva strategica di engagement e retention. E anche nel 2025, il trend non accenna a rallentare!

L’Osservatorio Zucchetti HR 2025 mostra un panorama in cui benessere e welfare sono ormai al centro delle politiche HR: tutte le principali iniziative crescono, dai Fringe Benefit (spinti anche dai recenti aggiornamenti normativi) agli incentivi per famiglia e figli, fino alle azioni per la salute fisica e mentale dei collaboratori.

Unico segnale in controtendenza? Il lavoro ibrido, che segna un calo rispetto al 2024. Ma non si tratta di un ritorno al passato: i segnali, infatti, fanno pensare più a una fase di assestamento che a un’inversione di tendenza. Il modello flessibile resta ormai parte integrante della cultura organizzativa, e le aziende puntano sempre più su soluzioni ibride “su misura” che favoriscano socialità e collaborazione.

Le piccole imprese accelerano!

Un dato interessante riportato dall’Osservatorio Zucchetti HR riguarda le PMI, sempre più attive sul fronte del welfare: queste si avvicinano alle grandi aziende nell’offerta di benefit economici e strumenti flessibili. Le card multibrand, ad esempio, si stanno affermando come soluzione versatile per trasformare il credito welfare in buoni spesa, carburante o acquisti quotidiani (un segnale concreto di come il welfare si stia avvicinando alle esigenze reali delle persone).

Tuttavia, le differenze tra piccole e grandi aziende restano evidenti, soprattutto quando si parla di iniziative più strategiche: lavoro ibrido, benessere organizzativo diffuso e sostegni per la famiglia sono ancora prerogativa delle realtà più strutturate, in particolare nelle aree metropolitane.

Ma la direzione è chiara: il welfare sta evolvendo da mero insieme di strumenti a parte integrante della cultura aziendale.

Un’evoluzione che emerge anche grazie all’approfondimento condotto con DoubleYou (Gruppo Zucchetti): a fronte di un aumento del credito welfare medio, le interviste a dipendenti e HR manager mostrano come le percezioni non sempre coincidano. Da qui nasce la vera sfida per il futuro: personalizzare le iniziative, valorizzare il welfare territoriale e rendere tutto più digitale e fruibile, così da rispondere ai bisogni di una popolazione aziendale sempre più eterogenea.

Il welfare come cultura, non come strumento

Il futuro del welfare aziendale passa da qui: dalla capacità delle imprese di ascoltare, adattarsi e costruire benessere autentico. Non più solo benefit o agevolazioni, ma una visione condivisa che mette al centro le persone e la loro qualità di vita, dentro e fuori dal luogo di lavoro.

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