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HRNET a FuturExpo – The Pit Lane: la gestione del capitale umano tra cultura, processi e tecnologia

Nel pomeriggio del 30 gennaio, a Treviglio Fiera, all’interno di FuturExpo – The Pit Lane, si è svolta la sessione di Pianura Network, un momento di confronto dedicato a uno dei temi più strategici per le imprese contemporanee: la capacità di governare il capitale umano attraverso processi solidi, tecnologia e una leadership in grado di tenere insieme produttività, aspettative e nuove generazioni.

L’evento ha riunito imprenditori, manager e professionisti per riflettere su come le aziende possano evolvere i propri modelli organizzativi in uno scenario caratterizzato da cambiamenti rapidi, crescente complessità normativa e nuove dinamiche del lavoro.

In questo contesto, noi di HRNET abbiamo partecipato attivamente con uno stand all’interno della fiera e con un intervento del nostro amministratore, Marco Capra, che ha condiviso il punto di vista dell’azienda su un aspetto cruciale: la digitalizzazione dei processi HR non può essere ridotta a una semplice scelta tecnologica.

Dal tool al sistema: la digitalizzazione come progetto di governance

Nel suo intervento, Marco ha proposto una sequenza chiara e non negoziabile:

“Cultura organizzativa → processi → tecnologia.”

Un ordine preciso che non può essere invertito.

L’errore più comune, infatti, è introdurre un software su processi fragili o non strutturati, nella convinzione che la tecnologia possa risolvere inefficienze organizzative. In realtà, accade l’opposto:

“Se innestiamo un software su processi assenti o deboli, la tecnologia amplifica il problema invece di risolverlo.”

La digitalizzazione, quindi, non è un progetto IT, ma un progetto di governance. Significa ripensare il modello organizzativo, chiarire ruoli e responsabilità, definire flussi e standard operativi prima ancora di scegliere lo strumento tecnologico.

In HRNET, attraverso il nostro servizio di assessment, lavoriamo proprio in questa direzione: partiamo dall’analisi dell’“as is”, definiamo il “to be” e supportiamo l’azienda nella costruzione di un patrimonio documentale e metodologico che rimane valore interno, indipendentemente dal fornitore tecnologico. Solo dopo aver costruito basi solide interveniamo sulla tecnologia, che diventa così un vero abilitatore strategico e non un semplice strumento operativo.

La consulenza viene prima del prodotto. La tecnologia è abilitante solo quando poggia su fondamenta solide.

Compliance e best practice come leva di maturità organizzativa

Un altro punto centrale emerso durante l’intervento riguarda il ruolo della compliance e delle best practice: protocolli, standard e metodi non sono vincoli burocratici, ma strumenti di crescita organizzativa. Per le PMI, in particolare, adottare un approccio strutturato significa poter scalare in modo sostenibile, migliorare l’attrattività verso i talenti e mantenere controllo e coerenza nei processi interni.

La maturità digitale nei processi HR è, prima di tutto, maturità culturale.

Recruiting, preboarding ed employee journey: evitare di perdere talenti prima del “day one”

Quando il confronto si è spostato sugli ambiti più impattanti (comunicazione interna, benessere organizzativo, recruiting e onboarding) è emerso un tema estremamente concreto: oggi il rischio non è solo non trovare candidati adeguati, ma anche perderli prima ancora che inizino.
Marco ha evidenziato come il “preboarding” (il periodo che intercorre tra la firma del contratto e l’ingresso in azienda) sia un momento critico spesso sottovalutato:

“Il preboarding è un anti-ghosting strutturale: l’abbandono nasce spesso dal vuoto informativo e dal disorientamento, non dalla mancanza di interesse.”

Mantenere il contatto, fornire informazioni chiare, accompagnare la persona nel percorso di ingresso significa ridurre drasticamente il rischio di disimpegno precoce e rafforzare il senso di appartenenza fin dal primo giorno.

In un mercato del lavoro competitivo, l’employee journey va gestito lungo tutto il ciclo di vita delle persone in azienda, con strumenti e processi coerenti. Oggi il punto non è trattenere a tutti i costi: la vera leva strategica è l’attrattività organizzativa. Creare un’esperienza coerente, trasparente e di valore fin dalle prime fasi (dal recruiting all’onboarding) significa costruire un ambiente in cui le persone scelgono consapevolmente di entrare, crescere e, se necessario, uscire in modo sano.

Un’azienda solida non deve trattenere: viene scelta.

Il capitale umano come fattore produttivo critico

Nel corso della sessione è intervenuto anche Giuseppe Di Chiara, Head of Operations di Humangest S.p.A., portando l’attenzione sulle dinamiche produttive e sulle filiere: picchi variabili, turnover elevato, mismatch tra fabbisogni e competenze disponibili.

Il messaggio è chiaro: oggi il capitale umano è un fattore produttivo critico e deve essere gestito con metodo, non con reazioni estemporanee.

Questo concetto si integra perfettamente con la visione che abbiamo condiviso: senza processi strutturati e strumenti adeguati, la gestione delle persone rimane esposta a inefficienze, disallineamenti e rischi organizzativi.

Governare il cambiamento, non subirlo

La partecipazione a FuturExpo – The Pit Lane è stata per noi un’occasione preziosa per ribadire un principio che guida il nostro lavoro quotidiano: la trasformazione digitale in ambito HR non è un fine, ma un mezzo: un mezzo per costruire organizzazioni più solide, trasparenti e consapevoli; per integrare cultura, processi e tecnologia in modo coerente;
per governare il cambiamento, anziché subirlo.

Ed è proprio in questa direzione che continuiamo a lavorare, affiancando le imprese in percorsi di crescita strutturati, sostenibili e orientati al lungo periodo.

 

La digitalizzazione del recruiting: un divario tra grandi aziende e PMI

Il mondo del recruiting sta cambiando rapidamente. L’Osservatorio Zucchetti 2025 mostra come le aziende italiane stiano ripensando i propri processi di ricerca e selezione del personale, evidenziando un chiaro divario tra grandi imprese e PMI.

 

Se da un lato le grandi aziende hanno già iniziato a sfruttare strumenti digitali evoluti (come le piattaforme ATS dotate di intelligenza artificiale, capaci di gestire i CV in modo più efficiente e ridurre i bias nella selezione), le piccole realtà si affidano ancora a metodi tradizionali o al supporto delle Agenzie per il Lavoro, fondamentali per la gestione operativa e il controllo dei costi.
Un dato su tutti: il 56% delle grandi imprese dichiara di utilizzare (o di voler adottare a breve) software specifici per il recruiting, contro appena il 29% delle PMI e il 15% delle microimprese. Un gap che racconta bene quanto la digitalizzazione sia oggi un fattore competitivo cruciale.

 

Non si tratta solo di strumenti, però: anche le strategie di ricerca e valorizzazione dei talenti fanno la differenza. Le grandi aziende si distinguono per un approccio più strutturato e aperto all’innovazione: l’83% collabora con scuole e università e quasi il 60% promuove la job rotation interna come strumento di crescita e retention. Le PMI, invece, adottano queste pratiche con minore frequenza, spesso a causa di vincoli organizzativi o culturali.

 

Un altro aspetto centrale riguarda la gestione del percorso del talento, che non termina con l’assunzione. Pre-boarding e onboarding sono momenti chiave per consolidare la relazione con il nuovo collaboratore e confermare le promesse fatte in fase di selezione.
Questo è particolarmente vero per la Generazione Z, che guarda con attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, alla formazione continua e ai percorsi di crescita personalizzati. Parallelamente, cresce anche l’interesse verso i profili over 55 (ricercati dal 68% delle grandi imprese) a testimonianza di un mercato del lavoro sempre più maturo e diversificato.

 

In definitiva, le evidenze dell’Osservatorio invitano tutte le aziende a riflettere: le PMI, in particolare, sono incoraggiate ad intraprendere un percorso di digitalizzazione e professionalizzazione dei processi di recruiting, mentre le grandi imprese sono chiamate a spingere sull’innovazione, sfruttando appieno il potenziale delle nuove tecnologie e elle strategie di recruiting marketing.

Vuoi approfondire tutti i dati e le tendenze che stanno trasformando il recruiting in Italia?

Scarica subito il report completo dell’Osservatorio Zucchetti 2025!

Recruiting e Onboarding: le sfide di oggi e le soluzioni HRNET

Ne abbiamo parlato di recente ai microfoni di Pianura Network e il tema è più attuale che mai: recruiting e onboarding sono oggi tra le sfide più complesse (e spesso sottovalutate) per le aziende.

In un mercato del lavoro sempre più dinamico e competitivo, infatti, questi due processi non sono più semplici funzioni operative, ma veri e propri snodi strategici per la crescita delle organizzazioni. Come ha sottolineato il nostro amministratore generale, Marco Capra:

“Il problema principale oggi è il mismatch tra domanda e offerta. Le aziende spesso non sanno dove cercare, mentre i candidati faticano a individuare con chiarezza il proprio percorso professionale.”

A questo scenario, poi, si aggiunge un cambiamento profondo nel modo in cui le persone si relazionano al lavoro:

“Oggigiorno, non è più solo l’azienda a scegliere il candidato, ma è il candidato stesso a scegliere l’azienda.”

E per essere scelti, non basta più offrire una posizione: è necessario trasmettere valore, cultura, visione. In altre parole, bisogna essere attrattivi, e questo richiede un approccio totalmente rinnovato, capace di mettere al centro l’esperienza del candidato.ù

La risposta di HRNET: una suite di soluzioni integrate per accompagnare persone e aziende in ogni fase

Per affrontare le sfide del mondo HR, noi di HRNET offriamo software pensati per semplificare, automatizzare e valorizzare i processi HR, accompagnando le persone prima, durante e dopo il loro ingresso in azienda.

 

Le nostre soluzioni rendono l’azienda attrattiva fin dal primo contatto. Si integrano con i portali aziendali e creano un vero e proprio “viaggio” per il candidato, che si sente seguito in ogni fase.”

 

 Tra gli strumenti principali, annoveriamo:

  • Inrecruiting, il nostro ATS in cloud, che consente di centralizzare e gestire l’intero processo di selezione: dalla pubblicazione degli annunci alla gestione dei colloqui, fino alla collaborazione tra recruiter e hiring manager.
  • Le soluzioni per l’onboarding, che automatizzano l’inserimento dei nuovi assunti, facilitano la gestione documentale e offrono percorsi guidati e coerenti fin dal primo giorno.
  • Eggup, il tool Zucchetti per l’analisi e lo sviluppo delle soft skill, individuali e di team, pensato per valorizzare le persone in ottica di crescita e trasformazione digitale.
  • Human Capital Management, la piattaforma che integra tutti i dati HR in un’unica base, supporta la gestione delle risorse in ogni fase del loro percorso aziendale e trasforma le informazioni in insight strategici immediati.

 

Tutti i nostri tool sono progettati per offrire un’esperienza utente fluida e coinvolgente. Non è solo una questione di design: le soluzioni HRNET agiscono in profondità su più aspetti dell’esperienza candidato.

  • Acquisizione dati semplificata: grazie all’intelligenza artificiale, la raccolta delle informazioni è automatizzata, riducendo il carico per il candidato e garantendo la massima sicurezza.
  • Processo di selezione trasparente e tracciato: ogni fase è monitorata e comunicata in modo chiaro, mantenendo il candidato informato e coinvolto. Anche la delicata fase di pre-boarding (spesso trascurata) viene gestita con attenzione, rafforzando il senso di appartenenza e riducendo il rischio di abbandono.
  • Soft skills assessment scientifico: i nostri strumenti analizzano attitudini e potenzialità, facilitando l’identificazione dei profili più adatti e promuovendo una selezione basata su dati oggettivi.

Un approccio concreto per un HR più strategico e umano

Ciò che accomuna tutte le nostre soluzioni è una visione chiara: le persone sono al centro. La tecnologia non deve sostituire la relazione, ma potenziarla. Deve liberare tempo, generare valore, offrire strumenti per lavorare meglio.

Per questo, ogni giorno lavoriamo per costruire:

  • processi di recruiting più semplici e collaborativi,
  • onboarding più fluidi e coinvolgenti,
  • dati più utili e accessibili,
  • e un’esperienza HR davvero integrata, capace di guardare al futuro.

Con HRNET, il recruiting e l’onboarding diventano leve strategiche per attrarre, valorizzare e fidelizzare i talenti. Perché oggi, più che mai, scegliere le persone giuste significa anche farsi scegliere dalle persone giuste.